Come nascono i nostri vini

Il sovescio in vigneto

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Passeggiando in tarda primavera o ad inizio estate tra i vigneti di Venica, così precisi ed ordinati da ricordare le siepi scolpite di un giardino all’italiana, le vigne sembrano essere in perfetta sintonia con la miriade di fiori di campo (tarassaco, margherite, colza..) che crescono tra un filare e l’altro.
Non è una coincidenza: l’inerbimento spontaneo del terreno viene integrato ogni anno con semine di miscugli di erbe definite “polifunzionali”, le cui specifiche proprietà apportano grandi benefici sia al sottosuolo che al soprasuolo. Questi miscugli prendono il nome di “sovesci”, sono personalizzati a seconda delle caratteristiche e delle esigenze del singolo vigneto e contribuiscono alla creazione ed al mantenimento attorno alla vite di un ecosistema in perfetta armonia con ciò che la circonda.

LA SEMINA DEL SOVESCIO IN VIGNETO

Questa operazione, definita anche “concimazione verde”, viene effettuata al termine della vendemmia, prima dell’inizio delle piogge autunnali. Dopo il “riposo” invernale, al termine delle ultime gelate primaverili, il sovescio è pronto a sbocciare in uno spettacolo per gli occhi. Camminare tra le vigne di Venica, infatti, è sempre suggestivo, ma in primavera, quando l’atmosfera è inebriata da mille profumi, i prati punteggiati di colori e sui tralci di vite fanno capolino le prime gemme, sembra di passeggiare in un quadro impressionista: si tratta di una vera e propria esperienza sensoriale.

Il nostro miscuglio personalizzato di sementi per il sovescio, studiato in base alle necessità dei nostri vigneti, è composto da diversi tipi di piante, tra le quali: segale, senape, veccia, trifoglio, colza, rucola, rafano… Alcune appartengono alla famiglia delle leguminose e apportano azoto al terreno, fonte di nutrimento per la vite. Altre alla famiglia delle graminacee che, ricche di fibre, favoriscono la formazione di sostanza organica e humus. Altre ancora alla famiglia delle crucifere e combattono l’insediamento di parassiti del terreno.

(da pag. 47 del bilancio) Altri benefici per il sottosuolo sono, per esempio, una migliore areazione e permeabilità all’acqua in profondità a seguito della decomposizione delle radici di queste piante, che contribuiscono perciò a rendere il terreno più soffice. La stessa massa vegetale derivante dalla decomposizione rappresenta una preziosa fonte di nutrimento, che arricchisce sia la fertilità del suolo che il suo livello di biodiversità (funghi, batteri, insetti e specie animali trovano così sostentamento). Un suolo con migliori caratteristiche agronomiche (quali porosità, struttura, spazi per acqua e aria, presenza di sostanza organica, ecc) è anche un suolo più ospitale per la presenza di forme di vita, indicatori della salubrità del terreno stesso (lombrichi, acari, ecc).

Tuttavia, il sovescio è molto benefico anche per il soprasuolo: permette di ridurre considerevolmente fenomeni di erosione causati dalle abbondanti piogge della nostra regione, riduce la suscettibilità delle viti alle malattie ed i conseguenti interventi ai vigneti e contribuisce al mantenimento della biodiversità, dato che ogni pianta è attrattiva nei confronti di tantissime specie di insetti con diversi ruoli nell’ecologia del sistema.

Con l’aiuto delle semine polifunzionali in vigneto riusciamo così a mantenere un ecosistema sano per la vite ed un terreno vitale e libero da erbe infestanti. La nostra priorità infatti è la conservazione e la valorizzazione delle risorse naturali che abbiamo.


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