Mese: Gennaio 2022

La api ed il miele di Dolegna

Da pag. 45 del bilancio e qualcosa dall’articolo di Stefano Cosma (ma senza copiare)

«Chi si dedica all’apicoltura deve anche essere convinto che le api non sono di alcun danno alle frutta e all’uva; (…) invece, suggendo gli umori che sgorgano dalle ferite causate ai frutti dalle vespe, dalla grandine, ecc., determinano un’efficace difesa contro la marcescenza. (…) Apicoltura e agricoltura debbono pertanto considerarsi termini indissolubili della stessa attività»

Antonio Zappi Recordati, “Apicoltura razionale”, 1938

Api ed agricoltura: un binomio indissolubile. Le api svolgono infatti un ruolo fondamentale in agricoltura, favorendo l’impollinazione dei fiori e di conseguenza incidendo sulla qualità dei frutti.

La loro presenza è un importante indicatore dello stato di salute dell’ambiente circostante. L’ape stessa si fa da garante della salubrità del suo habitat, dato che determinati livelli d’inquinamento ne causano la moria. Le api svolgono quindi la funzione di “sentinelle ambientali del territorio” proprio perché sono molto sensibili ai cambiamenti che intervengono nell’ecosistema in seguito all’azione dell’uomo. Il declino del loro numero è perciò indice di un peggioramento della qualità dell’ambiente in cui viviamo.

Tra gli impegni di cui la Venica&Venica si fa carico per preservare la biodiversità del territorio del Collio vi è proprio la sensibilità al mondo delle api. Per favorirne la presenza, infatti, da qualche tempo l’azienda ospita in Località Cerò, in un’area situata tra il bosco e i vigneti non lontano dalla cantina, circa trenta arnie. Inoltre, altre sei famiglie (arnei) sono state posizionate nel vigneto più lontano dal corpo centrale aziendale, a Ruttars.

Le nostre vite e quelle dell’intero pianeta dipendono dall’instancabile lavoro di questi insetti. Le api sono responsabili dell’impollinazione di ben 400 specie di piante necessarie per la vita dell’uomo e degli animali e sono inoltre in grado di disseminarne i semi nell’ambiente, contribuendo quindi al mantenimento di una flora rigogliosa.

È facile a questo punto comprendere la loro importanza e la necessità di compiere uno sforzo collettivo per preservare la loro esistenza. Il lavoro congiunto di viticoltori e apicoltori può infatti salvare le api dall’estinzione e migliorare contemporaneamente la salubrità dell’ambiente!

La presenza di questi insetti nel vigneto diventa un segno tangibile dell’utilizzo di processi eco-sostenibili e dell’assenza di sostanze chimiche e, come ogni altro elemento della biodiversità, è sinonimo di sicurezza del prodotto.

Inoltre, sono fondamentali anche i benefici che la presenza delle api apporta alle nostre uve: l’azione di questi insetti funge da vettore di lieviti sulla buccia dei frutti e aiuta, attraverso l’effetto cicatrizzante che viene svolto sull’acino, a tenere sotto controllo le malattie come il marciume acido ed eventuali ferite causate da agenti atmosferici come la grandine.

Nei vigneti in cui sono presenti degli alveari si è osservata la capacità da parte delle piante di aumentare la produzione di uva, in particolare in annate piovose. Questo perché l’ape funge da impollinatore anche nelle piante di vite. Inoltre, svolgendo il ruolo di vettore di lieviti, le fermentazioni in cantina risultano più regolari.

Quindi, viva le api ed il loro meticoloso ed instancabile lavoro!

il profumo della terra

Il profumo della terra

“…Poi un vecchio, che aveva una locanda, chiese: – Parlaci del mangiare e del bere – Ed egli disse: Vorrei che poteste vivere del profumo terra, alimentati come una pianta dalla luce…-“

(Il mangiare e il bere – K.Gibran)

(pag.44-45 del Bilancio con qualche aggiunta)

Le cose in rosso le ho aggiunte io, se vuoi controllare

Quel profumo di terra umida, erba falciata e sottobosco che ci ricorda i pomeriggi spensierati della nostra infanzia in campagna…

Il profumo della terra ci rileva tanto del suo stato di salute e, anche se è intangibile e non misurabile oggettivamente, quando è buono ci trasmette un piacere intimo che scalda il cuore e ci fa capire che siamo sulla giusta strada.

Ci piace considerare il nostro approccio il più vicino possibile ad un ciclo virtuoso costituito dalle risorse naturali prese in prestito dal pianeta, dalla nostra gestione del terreno e dei vigneti che i nostri avi ci hanno affidato e dalla nostra strategia produttiva.

E’ nella nostra vision, infatti, considerare questo magnifico territorio come un patrimonio che ci è stato affidato per essere non solo salvaguardato, ma anche valorizzato. La tutela dell’ambiente che ci circonda è un dovere nei confronti delle prossime generazioni ed è per noi un onore esserne ambasciatori con l’implementazione di buone pratiche nella gestione del terreno e dei vigneti che i nostri avi ci hanno lasciato in custodia. D’altro canto, il rispetto della natura è uno dei preziosi valori che ci sono stati tramandati da nonno Daniele e, successivamente, da papà Adelchi, sentinella del territorio.

Abbiamo ben compreso quindi che, in questo ciclo, ogni nostra azione quotidiana ha un impatto e che abbiamo tra le mani e sotto i piedi il futuro dei nostri figli. Essere sostenibili significa prima di tutto adoperarsi in modo consapevole: conoscere, riflettere, decidere, programmare e agire, ovvero “fare bene per fare del bene”.

Per questo motivo adottiamo buone pratiche in tutta la nostra filiera produttiva ed il rispetto dell’ambiente è un criterio di selezione fondamentale anche nella scelta dei nostri partner.

camminare la vigna

Camminare la vigna

“Camminiamo la vigna” alla riscoperta di tali valori fondanti, trasmessi nella nostra famiglia di generazione in generazione e re-interpretati alla luce di un approccio moderno e rigoroso, con forti basi scientifiche e tecniche. Tale approccio, insieme alla ricerca scientifica, ci ha portati a riscoprire la nostra identità ambientale e ad operare una gestione agronomica e sociale fatta di buone pratiche quotidiane per prenderci cura dell’ambiente, delle persone e della comunità in cui viviamo.

“Camminare le vigne” significa intraprendere un percorso di osservazione e programmazione attento alla pianta, alle sue radici, al terreno in cui vivono e prendono forma, all’ambiente circostante del quale ci sentiamo custodi. Prendersi il tempo necessario per osservarla, valutare e percepire le sue esigenze, analizzarne le criticità ed elaborare delle soluzioni. Significa vivere il vigneto e così conoscerne ogni filare: l’obiettivo deve essere quello di guidare ogni singola pianta, e il vigneto nella sua totalità, ad esprimere al meglio le potenzialità nell’ottica del nostro progetto enologico.

IL SUOLO

Pag.45-46 bilancio

Il suolo è la casa delle radici delle nostre amate vigne ed il nostro obiettivo primario deve essere quello di renderlo accogliente per ogni forma di vita che vi risiede, così da creare le migliori condizioni per l’efficienza della pianta e rispettare la biodiversità del suo habitat.

E’ infatti anche uno dei pilastri della vita sulla terra e, se vogliamo sentirci degni di essere considerati custodi del territorio, dobbiamo pensare alla sua salute, al suo valore per la biodiversità e per ogni processo biologico che in esso avviene.

Il nostro scopo è perciò nutrirlo e proteggerlo: il terreno è il fulcro del sistema vigneto, troppo spesso dimenticato. La pianta è legata al suolo per la vita e quindi dobbiamo fare in modo che venga accolta in un ambiente ospitale, affinché possa crescere e lavorare in modo ottimale.

Infine, un suolo in salute ospita vigne in salute, che producono uve di qualità!

Non basta guardare avanti, quindi, ma si deve anche osservare dove si appoggiano i piedi: il suolo ospita un quarto della biodiversità del nostro Pianeta (fao.org/soils-2015) e la nostra responsabilità deve essere quella di riportare la diversità delle specie sui suoli agrari a livelli ottimali, riducendo il disturbo delle attività umane.

La nostra azienda adotta pratiche di gestione che non solo migliorano la qualità del suolo, ma tutelano l’ambiente, la biodiversità del luogo e la qualità delle nostre uve.

SAREBBE BELLO METTERE L’IMMAGINE DI PAG.46 DEL BILANCIO CON LA VITE E MAGARI FARE DEI BOTTONI, uno per le semine polifunzionali che rimanda alla pagina del sovescio che ho già scritto, uno per le api, ecc, come in pagina 47. E aggiungere quindi “Osserva l’immagine sottostante e clicca sui bottoni per scoprire di più!”

 

PROGETTO BIOPASS (Pag.42-43 del bilancio)

Il percorso di costante crescita di Venica&Venica passa attraverso l’interazione con competenze professionali diverse, e con SATA Studio Agronomico abbiamo avviato un progetto di premurosa attenzione per i nostri suoli e le nostre vigne.

BioPASS è un infatti progetto per la salvaguardia e l’incremento della biodiversità in viticoltura, con particolare riferimento al suolo, inteso in tutte le sue caratteristiche, ma soprattutto come fulcro del sistema produttivo negli aspetti riguardanti la sua fertilità biologica e strutturale.

Il monitoraggio e la valutazione della biodiversità dei terreni risultano strumenti di eccezionale importanza per la sostenibilità di tutta la filiera vitivinicola: sono essenziali per comprendere l’impatto che le nostre azioni hanno sulle forme di vita presenti nell’ecosistema vigneto e negli spazi ad esso annessi.

Il progetto BioPASS prevede:

 

La valutazione dei principali indici di biodiversità strutturale (struttura aziendale e distribuzione delle aree che creano biodiversità)

 

L’analisi dello stato fisico e strutturale del suolo con il metodo della Visual Soil Analysis (suoli più ospitali garantiscono migliore qualità della vita per le piante e, di conseguenza, delle uve che esse producono)

 

 

L’analisi della microfauna del suolo, con il metodo della Qualità Biologica del Suolo, che indica il livello di salubrità dell’ambiente terricolo. In particolare, le nostre analisi QBS hanno mostrato punteggi da 133 a 197, quando si ritiene normale per un vigneto un valore di 118.

 

Il progetto specifico di Venica&Venica comprende lo studio della biodiversità e della qualità fisica e strutturale del terreno. I risultati ottenuti sono stati di particolare soddisfazione (elevata biodiversità e buona qualità fisica dei suoli), e a partire da essi sono stati elaborati interventi migliorativi, come l’inerbimento dei sottofila (porzioni di terra che si trovano proprio alla base delle piante) con semine polifunzionali e apporti di sostanza organica da compost prodotto internamente in azienda.

biodiversità

La Biodiversità

Da Venica non è infrequente intravedere, tra le fronde del fitto bosco attorno al corpo aziendale, qualche capriolo che si avvicina per curiosare e abbeverarsi, soprattutto al crepuscolo in primavera e autunno. Così come a volte la mattina presto, quando i vigneti sono ancora avvolti nel silenzio della nebbia mattutina, si notano le impronte dei cinghiali che di notte si avventurano tra i filari. Per non parlare poi di lepri o volpi, che si scorgono frequentemente attraversare le tortuose vie di campagna circostanti l’azienda.

La difesa del paesaggio e della biodiversità sono tra i valori fondamentali della Venica&Venica, che preserva da sempre le zone boschive presenti sulla superficie aziendale fin dalla programmazione di impianto di nuovi vigneti, non riducendo mai significativamente la loro estensione. Oggi l’azienda vanta 40 ettari vitati ed altrettanti di bosco, in un’ottica di salvaguardia dell’ambiente circostante sempre più attenta a preservare l’integrità dell’ecosistema che caratterizza il territorio.

La biodiversità è definita come ricchezza di forme di vita di un ambiente; essa permette la vita stessa, poiché senza la complessa catena di interazioni tra gli esseri viventi, nessuna vita esisterebbe. (pag.38 del bilancio).

Ogni foglia che in autunno cade a terra, torna ad essere vita solo se viene progressivamente distrutta da batteri, funghi, lombrichi e animali superiori, e grazie ad essi si disgrega fino ad un insieme di elementi semplici che vengono assorbiti dalla pianta, per rigenerare nuove foglie. (Pag. 39 del bilancio)

Per salvaguardare l’ambiente attiguo agli ettari impiantati a vite l’azienda gestisce le cosìdette “fasce tampone” a margine dei vigneti. Si tratta di aree vegetate permanenti costituite da oltre 40 essenze arboree e arbustive (censimento 2017). La funzione di queste fasce è proteggere il bosco e le acque da eventuali contaminazioni, trattenere le parti del terreno erose dagli eventi atmosferici, mantenere la biodiversità e la diversificazione del paesaggio.

La gestione delle “fasce tampone” rientra in un progetto più ampio di conservazione dei boschi e delle aree vegetate che ha come obiettivo la creazione di habitat per la sopravvivenza di numerose specie di mammiferi, uccelli, insetti, essenze erbacee ed alberi.

il-sovescio

Il sovescio in vigneto

Passeggiando in tarda primavera o ad inizio estate tra i vigneti di Venica, così precisi ed ordinati da ricordare le siepi scolpite di un giardino all’italiana, le vigne sembrano essere in perfetta sintonia con la miriade di fiori di campo (tarassaco, margherite, colza..) che crescono tra un filare e l’altro.
Non è una coincidenza: l’inerbimento spontaneo del terreno viene integrato ogni anno con semine di miscugli di erbe definite “polifunzionali”, le cui specifiche proprietà apportano grandi benefici sia al sottosuolo che al soprasuolo. Questi miscugli prendono il nome di “sovesci”, sono personalizzati a seconda delle caratteristiche e delle esigenze del singolo vigneto e contribuiscono alla creazione ed al mantenimento attorno alla vite di un ecosistema in perfetta armonia con ciò che la circonda.

LA SEMINA DEL SOVESCIO IN VIGNETO

Questa operazione, definita anche “concimazione verde”, viene effettuata al termine della vendemmia, prima dell’inizio delle piogge autunnali. Dopo il “riposo” invernale, al termine delle ultime gelate primaverili, il sovescio è pronto a sbocciare in uno spettacolo per gli occhi. Camminare tra le vigne di Venica, infatti, è sempre suggestivo, ma in primavera, quando l’atmosfera è inebriata da mille profumi, i prati punteggiati di colori e sui tralci di vite fanno capolino le prime gemme, sembra di passeggiare in un quadro impressionista: si tratta di una vera e propria esperienza sensoriale.

Il nostro miscuglio personalizzato di sementi per il sovescio, studiato in base alle necessità dei nostri vigneti, è composto da diversi tipi di piante, tra le quali: segale, senape, veccia, trifoglio, colza, rucola, rafano… Alcune appartengono alla famiglia delle leguminose e apportano azoto al terreno, fonte di nutrimento per la vite. Altre alla famiglia delle graminacee che, ricche di fibre, favoriscono la formazione di sostanza organica e humus. Altre ancora alla famiglia delle crucifere e combattono l’insediamento di parassiti del terreno.

(da pag. 47 del bilancio) Altri benefici per il sottosuolo sono, per esempio, una migliore areazione e permeabilità all’acqua in profondità a seguito della decomposizione delle radici di queste piante, che contribuiscono perciò a rendere il terreno più soffice. La stessa massa vegetale derivante dalla decomposizione rappresenta una preziosa fonte di nutrimento, che arricchisce sia la fertilità del suolo che il suo livello di biodiversità (funghi, batteri, insetti e specie animali trovano così sostentamento). Un suolo con migliori caratteristiche agronomiche (quali porosità, struttura, spazi per acqua e aria, presenza di sostanza organica, ecc) è anche un suolo più ospitale per la presenza di forme di vita, indicatori della salubrità del terreno stesso (lombrichi, acari, ecc).

Tuttavia, il sovescio è molto benefico anche per il soprasuolo: permette di ridurre considerevolmente fenomeni di erosione causati dalle abbondanti piogge della nostra regione, riduce la suscettibilità delle viti alle malattie ed i conseguenti interventi ai vigneti e contribuisce al mantenimento della biodiversità, dato che ogni pianta è attrattiva nei confronti di tantissime specie di insetti con diversi ruoli nell’ecologia del sistema.

Con l’aiuto delle semine polifunzionali in vigneto riusciamo così a mantenere un ecosistema sano per la vite ed un terreno vitale e libero da erbe infestanti. La nostra priorità infatti è la conservazione e la valorizzazione delle risorse naturali che abbiamo.


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